DISEGNI ‘la flora la fauna la donna’ – 2011

DISEGNI, Palazzo D’Oria, 25 giugno – 10 luglio 2011

In quell’anno preparai una mostra dei miei disegni a Palazzo D’Oria di Cirié, in provincia di Torino.

Palazzo D'OriaIl luogo mi è caro. È un grande edificio il cui aspetto attuale risale al Cinquecento: la famiglia Provana in epoche antiche l’aveva fatto erigere entro le mura di Ciriè, poi – non se ne conoscono le ragioni – lo cedeva ai Duchi di Savoia che lì nel 1572 avevano accolto Giachelina d’Antremont, moglie di Gaspare Coligny, il capo degli ugonotti francesi assassinato in quello stesso anno.

Una serie di accordi politici aveva consegnato questa residenza ai Marchesi D’Oria, provenienti dalla ligure Oneglia, che lo abbellirono e vi ospitarono i Savoia quando costoro ‘villeggiando’ passavano alla Venaria per cacciare.

Palazzo D’Oria divenne un luogo di delizie con un parco esteso, con un lago artificiale abbellito da due isolotti boscosi di pini e di querce, con prati e con campi coltivati a perdita d’occhio e con giardini marchionali.Drago

Il Seicento fu anche il periodo in cui le sale furono affrescate da artisti svizzeri di Lugano e cominciarono a prendere forma una biblioteca storica di oltre diecimila volumi ispirati allo svago e una grande quadreria di ritratti della famiglia D’Oria.

Fauna Flora e Donne erano le tre categorie in cui divisi cento miei disegni: prevalentemente acquerelli, ma pure chine.

FloraGli acquerelli dei fiori sono stati ispirati dalla ricerca della bellezza nelle piante. Dai primi anni Duemila ero interessata alla versatilità del mondo vegetale. I fiori coniugavano la bellezza alla funzionalità: non erano forse organi riproduttori? Ma le superfici e le venature plasmavano forme sublimi e affascinanti. La grazia si univa alla resistenza e la pianta era per me un organismo bellissimo. L’acquerello fu la tecnica migliore per suggerire la trasparenza e la vitalità vegetali; adesso è rimasta tale e la flora ha ancora molto da raccontarmi.

La fauna è una riserva costante dei disegni. Da piccola disegnavo ossessivamente cavalli: che correvano, che pascolavano, che si imbizzarrivano. Forse mi piaceva descrivere le curve dei loro corpi, che trasmettevano la sensazione della velocità e del movimento.Fauna Col tempo osservai la fauna selvatica. Pensavo che un approccio ‘puro’ e ‘veritiero’ fosse lo studio degli uccelli e dei mammiferi nelle zone vicino alla mia residenza. Fotografavo – quando riuscivo – e copiavo e, sui libri, studiavo le anatomie di ali e di zampe. Aironi e picchi tenevano in sé la potenza di evoluzioni millenarie mitigata dall’agilità del volo e del portamento. Lepri e volpi possedevano corpi nervosi – come i cavalli – e la morbidezza della pelliccia che, inconsapevolmente, amai ritrarre. La china fu la tecnica scelta per esprimere queste impressioni, e lo è tuttora.

Nel 2011 tornai anche a un vecchio argomento dei miei disegni, toccato negli anni Novanta: la donna. Là era il ritratto a occupare la mia attenzione; qui, venti anni dopo, era l’Idea a presentarsi sulla carta. L’impatto espressivo del sorriso, la nudità come identità esteriore, la giocosità di figurine leggere e disinibite svelarono mie riflessioni sulla femminilità. Fu un periodo, e la mostra di Palazzo D’Oria ne è testimonianza, proprio con una piccola sezione tutta dedicata alla Donna. DonnaOggi l’Idea ha avuto metamorfosi nuove in immagini incarnate e solide.

I lavori preparatori per l’esposizione richiesero una attenta riflessione su come far emergere al meglio il rapporto tra le tecniche con cui erano create le figure e il contesto delle diverse sale.

I tre temi consentivano un’agile ripartizione dei disegni nei diversi locali. Per sfruttare appieno i pannelli rosso scuro cui appoggiare le opere, scelsi una particolare combinazione di materiale e di colori entro cui posizionare i disegni.

Decisi così che una cornice in alluminio e uno sfondo nero facevano da efficace corredo che bene si accompagnava ai pannelli rosso cupo. Lo stacco del rosso sul nero garantiva una piena ed autonoma esistenza ai disegni, entro la cornice, senza dispersioni tanto nella percezione del colore, quanto nella forma complessiva. La cornice argentea forniva quella sottile delimitazione tra ‘dentro’ e ‘fuori’ il quadro che, come mi fu riportato da più visitatori, fu molto apprezzata.

Particolare di cornice di alluminio con sfondo nero
Particolare di cornice di alluminio con sfondo nero
Pannelli rosso cupo di una sala espositiva
Cornici su pannelli rosso cupo di una sala espositiva, lavori preparatori prima dell’apertura

 

 

 

 

 

 

 

 

Cornici e pannelli: il contrasto
Cornici e pannelli: effetto contrasto

 

Una donna tra i quadri presenti nell'esposizione
Una donna tra i quadri presenti nell’esposizione

 

L’affluenza del pubblico fu positiva: tanti a scrivere sul taccuino delle visite, la gente passeggiava e ammirava.

Il pubblico tra le sale
Il pubblico tra le sale
Curiosità ed esplorazione dei particolari
Curiosità ed esplorazione dei particolari

Una sera, Simona Colonna, virtuosa violoncellista, si esibì di fronte alle sale della mia esposizione in evocazioni di musiche popolari e di liriche di inizio Novecento e fu meraviglioso vedere le persone immerse in questa mescolanza di musica e di disegno.

Una serata di musica e disegno
Una serata di musica e disegno
Annunci